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Articolo pubblicato su “Il Sole 24 Ore”,
giovedì 3 marzo 2016,
Eccellenze nelle Marche al servizio di privati e imprese

giovanna bigi avvocato

Articolo tratto dal “Il Sole 24 Ore”

Da più di un decennio lo studio legale dell’avvocato Giovanna Bigi offre conulenza in utte le aree del diritto Civile, Tributario, Penale e nel settore del diritto Bancario (tema per il quale saranno organizzati nello studio anche diverse conferenze e corsi).

Una realtà dinamica e ricca di passione, perché – citando Pietro Calamandrei “molte professioni possono farsi con il cervello e non con il cuore. Ma l’avvocato no”. Lo sa bene l’avvocato Giovanna Bigi, fondatrice dello studio, legale di fiducia di un’importante società di leasing e tra i maggiori esperti ad Ancona in fatto di locazione finanziaria, mobiliare e immobiliare.

A rendere unico lo studio Bigi è anche il contesto nel quale è inserito, vale a dire in una mmoderna struttura che ospita molti esperti commercialisti, revisori contabili e consulenti del lavoro. Ed è proprio grazie alla sinergia tra questi professionisti che lo studio dell’avvocato Bigi è in grado di offrire alla propria clientela una consulenza completa, a 360 gradi. Info: www.giovannabigi.it

 

 

 

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Tribunale Ordinario di Ancona
Sezione Reclami
Ordinanza del luglio 2014
Giudicerelatore Dott.ssa Maria Letizia Mantovani

Con la sopra richiamata ordinanza, lo Studio legale ha ottenuto un primo riscontro favorevole alla tesi – seppur minoritaria in Cassazione – dell’unitarietà funzionale del contratto atipico di leasing finanziario.

Tale istituto, secondo quanto sostenuto nel tempo dall’Avv. Giovanna Bigi, non può essere infatti astrattamente suddiviso in più tipologie contrattuali (a seconda del bene oggetto del rapporto o del valore residuo del cespite alla scadenza contrattuale), pena la lesione di principi cardine dell’ordinamento giuridico, quali la certezza del diritto e il regolare sviluppo dei traffici commerciali.

La volontà dei contraenti, infatti, si sostanzia nel dar vita ad un’operazione di finanziamento, regolata alla stregua degli altri negozi utilizzati nella prassi commerciale dagli enti creditizi e finanziari: a riprova, basti vedere quanto dispone l’art. 72 quater della legge fallimentare in materia di scioglimento anticipato del contratto in esame, la cui portata applicativa va oggi ritenuta ormai generalizzata e non limitata alla sola regolamentazione delle vicende tipiche delle procedure concorsuali.

I Tribunale di Ancona ha dunque optato per la legittimità dell’uniforme regolamento negoziale adottato dalle società di leasing, sancendo il definitivo superamento della tesi tradizionale basata sulla distinzione tra più figure di leasing e ciò a favore del consolidarsi – in via giurisprudenziale – della tesi che vede la fattispecie contrattuale identificabile in un solo modello, di cui va sottolineata la chiara funzione finanziaria, ben diversa da quella peculiare della vendita a rate con riserva di proprietà di cui agli artt. 1523 ss. cod. civ.

Tale decisum, in conclusione, permetterà in futuro agli Istituti di credito – e alle finananziarie – di difendersi con maggior vigore dalle plurime ed ingiustificate richieste di pagamento avanzate dai clienti sulla scorta di quanto prevede l’art. 1526, c. 1, cod. civ.

SENTENZA
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Tribunale Ordinario di Brescia
II° Sezione Civile
Sentenzan. 893 del 14 febbraio 2015
Giudice Dott. Giuseppe Magnoli

Con la sopra richiamata pronuncia, lo Studio legale ha realizzato un risultato di indiscusso pregio.

Vero è, infatti, che tale sentenza rappresenta – in ambito nazionale – la prima pronuncia definitiva tesa ad escludere qualsiasi rilevanza del tasso moratorio in sede di verifica dell’usurarietà degli interessi contrattuali in applicazione della legge n. 108/1996 (pubblicata in www.expartecreditoris.it).

Un risultato, quest’ultimo, affatto scontato, visto l’acceso dibattito sollevato dall’orientamento della Corte di cassazione, riconfermato da ultimo con la nota decisione del 9 gennaio 2013 che sottopone l’interesse di mora ai limiti oggettivi.

Il decisum in commento, in ossequio alle conclusioni difensive dell’Avv. Giovanna Bigi, ha dunque accolto la tesi della diversa natura, nonché della diversa funzione, del tasso di mora rispetto a quelle proprie dei diversi oneri collegati all’erogazione di credito. L’interesse di mora è lo strumento di predeterminazione pattizia del danno conseguente ad un eventuale ritardo all’adempimento del debitore.

L’interesse moratorio, come è noto, non si inserisce nel rapporto fisiologico voluto dalle parti, ma rappresenta una clausola accessoria, attivabile solo in presenza di una patologia incidente all’esecuzione del rapporto contrattuale, risultando pertanto autonomo e distinto dalla specifica operazione di finanziamento, oltre che mai sovrapponibile agli interessi corrispettivi.

In conclusione, grazie alla pregevole pronuncia del Tribunale di Brescia, è ora possibile per gli Istituti bancari e finanziari tutelarsi maggiormente dalle ingenti pretese creditorie dei rispettivi clienti, fondate quest’ultime su una precaria interpretazione della normativa di settore del tutto avulsa dalle reali volontà esteriorizzate dal legislatore.

SENTENZA
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Tribunale Ordinario di Bergamo
III° Sezione Civile
Sentenza del dicembre 2014
Giudice Dott.ssa Elena Gelato

Con la sopra richiamata sentenza, lo Studio legale ha ottenuto un’ennesima conferma in materia di garanzie personali atipiche, tant’è che – nel caso di specie – il Tribunale di Bergamo ha accolto le tesi difensive dell’Avv. Giovanna Bigi, qualificando correttamente il negozio sottoscritto dal garante quale contratto autonomo.

Inammissibili, dunque, le eccezioni formulate in giudizio da parte avversa, illegittime in funzione delle clausole “a primarichiesta” e “senza eccezioni”, come inserite nel testo della scrittura predisposta dal garante opponente.

Il contratto autonomo di garanzia, infatti, ha natura indennitaria ed è privo di accessorietà rispetto al rapporto principale, risultando pertanto funzionalmente alternativo allo schema fideiussorio tipico di cui agli artt. 1936 ss. cod. civ.

In conclusione, grazie alla recente pronuncia in commento, gli Istituti di credito e quelli di finanziamento potranno oggi recuperare in maniera più sicura e veloce i propri capitali e ciò nell’eventualità dell’inadempimento dei clienti nel pagamento delle rate e dei canoni dovuti.

SENTENZA
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